I miei due uomini

Può sembrare strano ma direi che amare due persone contemporaneamente è possibile.
Assieme a due compagni di corso dell’università ho lottato e lavorato sedici ore al giorno
per mettere su uno studio di marketing.
Oggi stiamo per concludere un grosso affare con un’azienda alimentare, stiamo
aspettando per sapere se saremo noi i consulenti esterni.
Accogliemmo il responsabile della comunicazione dell’azienda nel nostro ufficio e ci
comunicò la notizia, eravamo stati scelti noi e il contratto che avevamo spuntato per dodici
mesi era a sei zeri.
Appena l’uomo se ne andò ci mettemmo a saltare dalla gioia e aprimmo una bottiglia di
spumante, ne avevamo portate tre per l’occasione. Una a testa. La prima finì velocemente
così aprimmo anche la seconda. Che giornata fantastica dovevamo festeggiare, era
davvero un evento eccezionale.
Io, Antonio e Salvatore cominciammo a fare battute su come spendere i soldi guadagnati,
ma quello che veniva fuori era bizzarro, eravamo piuttosto brilli ormai. Fin che Antonio non
se ne uscì con un’idea. “Per non facciamo sesso a tre” per festeggiare disse. Salvatore si
mise a ridere pensando a uno scherzo. A me l’idea non dispiaceva, anzi mi stuzzicava, ed
ero sbronza. Non volevo pensare e così dissi: “Perché no?”. Mi alzai e cominciai a
spogliarmi, tolsi, la giacca e la camicia mimando uno spogliarello. Rimasi con la gonna e il
reggiseno, indossavo delle autoreggenti e così non mi fu difficile sfilare le mutande, le feci
roteare sulla testa e le lancia a Salvatore incredulo.
Antonio invece aveva già aperto i pantaloni e aveva il pene in mano. Si avvicinò da dietro
di me e si strusciò un po’, prima di alzare la gonna e di infilare una mano in mezzo alle
gambe, tanto per sentire se era bagnata, e dato che lo era ci infilò anche un dito. Non
seppi trattenere un gemito di piacere e mi girai per baciarlo. A quel punto glielo presi in
mano e dopo essermi seduta cominciai a succhiarlo. Ero eccitata e sinceramente non
pensavo molto a cosa stavo facevo. Intanto Salvatore ci osservava, ma era chiaro dal
gonfiore che aveva nei pantaloni che anche lui era piuttosto eccitato ormai. Cosi lasciai
andare Antonio e mi diressi verso Salvatore, mi inginocchiai davanti a lui e aprii la lampo
dei pantaloni facendo uscire il pene eretto che non riusciva a stare nelle mutande. Lo presi
in mano e lo leccai un paio di volte prima di infilarmelo in bocca. Salvatore non diceva
nulla ma ebbe un brivido di piacere. Intanto Antonio che si godeva la scena venne verso di
noi e mi sollevò la gonna e dopo essersi strusciato un po’ entrò nella vagina. La cosa era
incredibilmente piacevole ed io non riuscivo a fermarmi. A un certo punto Salvatore uscì
dalla bocca e Antonio che aveva capito cosa voleva uscì dalla vagina. Mi fece girare su me
stessa e mi fece sedere in braccio a Salvatore, lo sentii maneggiare per un secondo o due
ma non voleva entrare nella vagina, stava armeggiando attorno all’ano e lo sentii disporre
il pene e poi piano piano entrare. Intanto Antonio mi mise il pene in bocca, e mi teneva la
testa mentre si muoveva avanti e indietro, ma quando fu certo che Salvatore era riuscito
ad entrare nell’ano, la sua attenzione tornò verso il basso e di nuovo entrò nella vagina. Si
muovevano a turno ed io li sentivo entrambi in profondità e ad ogni movimento di ognuno
non potevo fare a meno di gemere. Salvatore da dietro aprì il reggiseno e cominciò a
toccarmi i capezzoli, sentivo il suo respiro sempre più veloce e nettamente sentii il suo
pene diventare ancora più gonfio dentro di me e capii che stava venendo, anche Antonio
se ne doveva essere accorto perché nuovamente usci dalla vagina per entrarmi in bocca.
Questa volta entro fino quasi in gola e mi blocco la testa fin che si muoveva, lo sentivo che
ansimava e quando fu il momento usci e direziono il suo liquido bianco sul seno scoperto.
Ero quasi pronta a godere e Antonio resosene conto rientrò nella vagina e continuò a
muoversi fino a quando non mi sentì ansimare, a quel punto uscì e tutti quanti ci
guardammo. Era successo davvero? Si era successo, non me ne pento, Salvatore e
Antonio sono i miei uomini e da quel giorno abbiamo capito come festeggiare un buon
contratto.

Bacchae

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